Raffaele Mincione, gli affari nelle opzioni binarie tra

Società israeliana di opzioni binarie

Società israeliana di opzioni binarie

CONSIGLIATO: MIGLIOR BROKER CFD

Il testo contestato pone un divieto che riguarderebbe la fornitura di servizi software utili ad operare con le opzioni binarie, la prestazione di servizi funzionali al trading delle opzioni binarie, e persino qualunque contatto con i clienti che abbia come oggetto le opzioni binarie.

Tutto quello che c'è da sapere sull'annessione della

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Apple compra RealFace società israeliana di riconoscimento

Irpimedia e La Stampa hanno ricostruito una di queste manovre. È un lungo filo che parte dallo zoccolo duro degli esercenti di Wirecard case di produzione di porno hardcore, trading di opzioni binarie, siti di scommesse passa dall’Isola di Man e Lussemburgo e arriva fino a un paesino di poche migliaia di anime nel cuore della provincia italiana. Un sentiero tortuoso sul quale corrono centinaia di milioni di euro frutto di transazioni potenzialmente sospette, imbarazzanti o illegali.

A una prima lettura del disegno di legge il Knesset, Parlamento di Israele, si era espresso con voto nettamente favorevole, trentuno sì e nessun contrario, per la sua approvazione.
Il regolamento del Knesset , tuttavia, richiede tre letture di un disegno di legge prima che possa diventare effettivamente legge, con un voto finale che avviene al termine della terza lettura.

In effetti, è essenziale che ogni trader prenda delle proprie precauzioni per limitare i rischi, ed utilizzare tutti gli strumenti messi a sua disposizione dal broker online al fine di padroneggiare al massimo la propria strategia di investimento.

A fine luglio, dopo un percorso apparentemente rapido, la legge sulle opzioni binarie di Israele , era stata rimandata al primo trimestre del 7568. La giornata finale delle deliberazioni sul disegno di legge in commissione per le riforme del Knesset si è tinta di giallo.

La legge vieta qualsiasi attività di negoziazione delle opzioni binarie, e mira a bandire completamente questo settore. Il disegno di legge mira anche alle aziende di "Forex" non regolamentate che operano in Israele, vuole quindi costringerle ad ottenere una licenza specifica per operare nei paesi in cui hanno dei clienti, perché alcune di esse si affiderebbero a delle pratiche fraudolente e senza un controllo sufficientemente stretto delle loro attività.

Comprata da Wirecard per 895 milioni di euro poche settimane dopo essere passata nelle mani di un misterioso intermediario con sede alla Mauritius, Emerging Markets Investment Fund 6A, per soli 87 milioni di euro. Un’operazione folle dal punto di vista commerciale ma che avrebbe uno scopo preciso a detta di chi ha passato al setaccio le attività di Wirecard: gonfiare artificialmente il fatturato di Wirecard.

D a gioiellino della fintech europea con una capitalizzazione di mercato di oltre 67 miliardi di euro alla dichiarazione di insolvenza. Sono bastati otto giorni per segnare il destino di Wirecard, azienda tedesca di pagamenti elettronici. Nel mezzo il crac: l’ammissione che 6,9 miliardi messi a bilancio «probabilmente non esistono», seguita dall’arresto dell’AD Markus Braun e dall’inevitabile fuga degli investitori. Una Parmalat in salsa teutonica che ha lasciato il segno anche in Italia con il blocco temporaneo di centinaia di migliaia di carte prepagate.

Dopo mesi di indiscrezioni potrebbe diventare legge nel primo trimestre del 7568, in Israele, il divieto di commerciare in opzioni binarie con qualsiasi utente nel mondo.
Le linee guida sono state scritte in collaborazione dall’ ISA (Israel Securities Authority), l’autorità israeliana   che vigila sui mercati finanziari e sugli strumenti di risparmio, e dal Ministero delle Finanze.
Il divieto era già presente nella legislazione israeliana, ma era limitato ai cittadini del paese mediorientale, le società israeliane infatti non possono proporre da tempo opzioni binarie ai loro conterranei. Peccato che questo primo divieto avesse causato un’intensa campagna di reclutamento di nuovi clienti all’estero.

L’ente regolatore israeliano ISA da anni si batte per restituire una buona reputazione ad Israele, da quando i casi di cronaca sono pieni di storie di truffe che hanno origine nel paese.
Grazie alla legge in vigore l’ISA ha potuto porre un freno alle truffe interne , ma da tutto il mondo hanno continuato a fioccare le proteste per il proliferare di truffe da parte di società con sede in Israele.
Storie tristi, di risparmi di una vita andati in fumo e di broker spariti dopo il colpaccio, ma anche storie tragiche, di chi non ha retto alla vergogna di aver dilapidato tutti i propri soldi ed ha preferito farla finita.

INIZIA A TRADING IN CRIPTOVALUTA

lascia un commento